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domenica 12 novembre 2017

Lalique porta in tour "God Save The Queen"




Lalique, fresca vincitrice del Miss Drag Queen Italia 2017, porterà in giro per l'Italia un vero e proprio disco tour dal titolo God Save The Queen. Al suo fianco ci saranno due performer straordinari ossia Rubizio Liberato e Ginger Inn oltre al vincitore del Mr Gay - Il Gay Più Bello D'Italia 2017 Sergio Chris Williams. A completare il tutto la presenza di una dj molto nota nell'ambito LGBT, Roberta Orzalesi.

Già scorrendo i vari nomi che compongono il cast artistico ci si rende conto che questo spettacolo sarà molto ricco ed eterogeneo, pensato per fare arte ed intrattenimento, pensando ossia alla qualità del proprio personaggio senza tralasciare l'esigenza di un pubblico giovane.  Le atmosfere teatrali infatti troveranno una perfetta simbiosi con la dimensione disco.

Sarà anche presentato "Diva", brano interpretato proprio da Lalique. Questa sarà infatti un'occasione grazie alla quale la Drag Queen riuscirà ad incrociare due suoi importanti progetti artistici.
La performance sarà composta in-scena. Il cast artistico, in una dimensione onirica, comporrà se stesso, simulando l'operazione di trucco e parrucco, che rappresenterà però la vera e propria auto creazione di se stessi, del proprio personaggio, figlio della persona che decide di indossarlo.

Nel momento dello show effettivo la folle dicotomia che sta alla base di God Save The Queen esplode nella sua assoluta bellezza e stravaganza. Il pop internazionale, la musica house contemporanea e l'avangard saranno alternati, in perfetto stile chiaroscurale, alle musiche di epoche passate, generi trionfali, arrangiamenti d'epoca.

Abbiamo deciso anche di scambiare quattro chiacchiere con la Drag in questione, per entrare nel merito della faccenda.

1) Come nasce questo brano ed il progetto che gli gira intorno?

God Save The Queen ed il brano che ho inciso sono due progetti differenti e paralleli che poi sono confluiti uno nell'altro, in quanto da una parte ho colto l'occasione per arricchire quello che avevo pensato per il Tour di Miss Drag Queen Italia, dall'altra mi piaceva l'idea che questa canzone avesse una fruizione oltre ai social.  Non è un inedito ma un pezzo che conoscevo da tempo, sconosciuto, che avevo completamente dimenticato. Un giorno mi è tornato in testa per caso ed ho pensato che potesse essere perfetto per una Drag Queen!

2) Il pezzo di cosa tratta?

Al momento posso solo dire che si chiama Diva, e credo che mi possa descrivere in maniera molto divertente! Vorrei farlo uscire e presentarlo in occasione della data zero del tour prevista per il 24 novembre, all'interno del Mamamia in Florence, la serata mensile del celebre locale di Torre Del Lago. Mi piaceva l'idea di cominciare, partendo da  "casa"! Seguirà un video clip che girerò nei prossimi giorni.

3) Negli spettacoli che porterai in tour cosa vedremo?

Ho voluto associare la figura di Miss Drag Queen Italia a quella della regina vera e propria.  Figura che nel mio caso governerà un luogo ed un tempo imprecisato. A ciò ho aggiunto il mio gusto decadente facendo uscire fuori un'ambientazione post- apocalittica, in cui risiedono generi e stili differenti, relativi sempre al macrotema del regno. Tutto resta sospeso in una dimensione onirica ed ironica;  alla fine si tratta solo di una grande gioco. Ho voluto sintetizzare il linguaggio del teatro e dello spettacolo Drag con il ritmo della discoteca, mantenendo l'intento di lanciare dei messaggi, per me importanti, in un contesto "leggero" in cui ci sia tutto lo spazio del divertimento. Quindi la perfomance di accoglienza e lo spettacolo d'apertura confluiranno fluidamente nella serata disco. Non sarò da solo ma al fianco ci saranno due grandi amici e compagni di avventure e lavoro, Francesco Silei (Rubizio Liberato) e Laura Rossi (Ginger Inn), la dj Roberta Orzalesi e vorrei inserire Sergio Genna, incoronato questa estate Gay Più Bello D'Italia. Una regina deve sempre avere un grande re al suo fianco!

4) Quanto è importante far confluire diverse forme d'arte, magari più tradizionali, nel proprio essere Drag?

Per me è fondamentale. Credo appartenga proprio al dna dell'essere Drag. Chiaramente ognuno può avere maggiore attitudine per una forma artistica piuttosto che per un' altra. Una Drag Queen però resta comunque un insieme di abilità associate ad un estrema espressività ed ad una personalità pungente!!

5) Musicalmente a chi ti ispiri?

Conosco la musica solo come ascoltatore, sia chiaro. Mi piace scegliere personalmente i brani con cui compongo le mie performance e di solito appartengono al mio vissuto. Sono dunque sempre  ricchi di significato! Quindi per rispondere alla tua domanda potrei dire che mi ispiro a quello che mi è caro! Altre volte però brancolo nel buio con un idea in testa non precisa, faccio le mie ricerche, chiedo suggerimenti e mi imbatto in cose nuove che al volo capisco essere perfette per quello che sto creando. In quel momento non hanno nessun significato personale ma solo per il fatto che sono inserite in un mio lavoro assumeranno per un me un valore legato all'esperienza stessa, ai luoghi ed alle persone  che incontrerò  con quell'esibizione e che non mi lasceranno mai più!
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IL CORREDO DELLA DRAG

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Ciao, sono Domenico Romano, autore dell'articolo che hai appena letto. Come potrai vedere dalla mia bio, sono uno scrittore, drammaturgo, attore, nonché grande appassionato di Drag Queen. Innanzitutto ti ringrazio per aver visualizzato il mio blog. Tempo addietro sono stato finalista di un concorso ed ho ottenuto una pubblicazione in ebook di un mio romanzo. Se vuoi aiutarmi a crescere e reputi che sia un autore valido, acquista il mio romanzo.

giovedì 26 ottobre 2017

Intervista a Riccardo Remedi, Dj resident del Mamamia




Il Drag Queen Magazine da oggi vuole aprire una nuova sezione, per scandagliare al meglio il magnifico mondo delle Drag Queen. Finora ci siamo occupati delle artiste in questione, come è giusto che sia, esponendo le biografia delle esponenti più note e più talentuose del settore. Inoltre ci siamo occupati dei concorsi più importanti, intervistando le vincitrici e dando spazio a bandi e risultati ufficiali.

Chiaramente il nostro intento è quello di continuare a fare ciò ma da oggi ci apriamo anche a coloro che pur non essendo Drag Queen sono strettamente legati a questo settore da diversi anni. Lo vivono tutti giorni e lo hanno visto evolvere e per tale ragione ci interessa conoscerli al meglio ed avere loro opinioni sull'ambiente.

Oggi vogliamo partire da un esperto della musica, nonché un gran conoscitore di Drag Queen. Questi è infatti Dj Residence del Mamamia, realtà LGBT toscana entro cui è nato il Miss Drag Queen Italia. Per questo motivo egli ha visto nascere e sviluppare la manifestazione ed ha visto emergere delle future icone del settore.

Stiamo parlando del Dj Riccardo Remedi, tra i più richiesti nelle serate LGBT e non dell'Italia Settentrionale. La sua musica infatti lo ha portato al BaBy Dolls, al Babilonia, al Carmilla,  al Dress-code, all' Absolut, al Colors, al HUB, al Gay Village, al Gorgeus I'am, al Gloss di Roma , al My Keta di Pisa, al Pappafico , al Dadamaino ed ad altre tante serate. Tantissime persone che frequentano da anni il Mamamia si sono affezionate al suo stile e spesso lo seguono nei suoi spostamenti. Questa è l'intervista che Riccardo ha rilasciato per il Drag Queen Magazine.

1) Tu hai visto nascere Miss Drag Queen Italia. In tutti questi anni quanto è cambiato il modo di fare Drag? Secondo te è migliorato o peggiorato?

In effetti è vero: ne ho viste tante di Drag Queen!  Sinceramente, dalla valutazione personale che posso fare, mi sento di dire che il mondo delle Drag Queen si è evoluto. Tuttavia però ho notato che si è sviluppato anche un lato preoccupante che non amo moltissimo. Infatti con il passare degli anni le Drag tendono a dare rilevanza all'apparenza tralasciando parecchio, per non dire troppo, l'aspetto che in fin dei conti distingue questo genere di figura e lo rappresenta a pieno ovvero lo spettacolo. A mio parere una Drag deve sfoggiare abiti mozzafiato ma tuttavia deve avere anche il pregio di mettere in atto uno show  che intrattiene e trascini il pubblico che si trova davanti. Sfortunatamente, come ho detto prima, questo lato, che io ritengo di massima rilevanza, sta venendo a mancare sempre di più per lasciare sempre più spazio all'apparenza scenica.

2) Come era il livello delle concorrenti di quest'anno? Quali partecipanti ti hanno colpito di più?

Per quanto riguarda il concorso di quest'anno, a causa di impegni professionali presi in precedenza, non ho potuto seguire la regia musicale e pertanto non posso darti una valutazione dettagliata in merito. Nonostante tutto, dalle informazioni che ho acquisito, posso dirti che la manifestazione è stata di livello.

3) In quale periodo il Miss Drag Queen Italia ha lanciato secondo te le Drag migliori?

La risposta a questa domanda è parecchio complessa considerando le centinaia di concorrenti che mi sono visto sfilare davanti. Tuttavia ritengo che il primo decennio sia quello che abbia lanciato diverse Drag Queen di rilevanza che tutt'ora "calcano le scene". Questo non significa che la qualità degli ultimi anni sia venuta a mancare, anzi, come ha dimostrato anche Lady Sasha e molte altre, ci sono ancora soggetti che riescono a cogliere veramente l'essenza completa della figura che una Drag rappresenta.

4)Qual è stata la migliore Drag Queen lanciata dal Miss Drag Queen Italia?

Per questa domanda mi appello alla facoltà di non rispondere! Non mi sento di indicarne una in particolare perchè, nonostante io abbia delle preferenze, ognuna di loro ha degli aspetti che le distinguono l'una dall'altra, nel bene e nel male ovviamente.

5) Gli organizzatori di serate LGBT stanno secondo te aiutando a far emergere questa forma d'arte?

Mi rincresce parecchio dirlo, ma generalmente parlando, vedo che la stragrande maggioranza dei locali della comunità LGBT preferisce investire su altro piuttosto che sulle Drag Queen. Mi sento tuttavia in dovere di spezzare una lancia in favore del Muccassassina e di Diego Longobardi. Ritengo che questo sia uno dei pochissimi locali italiani che investe su questo genere di prodotto valorizzandone l'aspetto. Capisco che spesso un ospite o un bel cubista possa attirare più pubblico, ma credo che bisogna tenere atto del fatto che una Drag, soprattutto se resident, è parte integrante del locale, ed è quella che intrattiene il pubblico durante tutte le altre serate, dove magari non sono previsti ospiti o eventi particolari. Sarei di gran lunga più favorevole ad investire su una Drag di livello che offre uno spettacolo con le palle, piuttosto che qualche pseudo star improvvisata tirata fuori da qualche reality trito e ritrito. A buon intenditore poche parole.

6) Perché il fenomeno qui in Italia attira meno gente rispetto ad altri paesi quali gli U.S.A.?

E' impossibile paragonare gli USA con l'Italia sotto questo aspetto. Nonostante nel Bel Paese siano stati fatti enormi progressi rispetto agli anni passati, siamo ancora lontani anni luce dagli States! La comunità italiana è sempre troppo colma di pregiudizi e cattiva ilarità. Per molte persone una Drag Queen non è altro che una travestita, quando sappiamo benissimo che è tutt'altro. Una Drag è spettacolo, simpatia, arte! Questo concetto negli USA è già stato percepito da anni a differenza dell'Italia. Rimango tuttavia fiducioso.

7) A cosa attribuisci il disinteresse dei media, sopratutto della tv, rispetto al mondo Drag?

La risposta a questa domanda è molto legata a quella precedente. La TV  italiana tende principalmente a ridicolizzare la comunità LGBT piuttosto che sensibilizzarla. Vengono spesso mostrati i lati "carnevaleschi" che nella maggior parte dei casi vengono percepiti dal pubblico come un inutile eccesso. Le menti italiane sono in fase di "apertura", ma ritengo che ci vorrà ancora del tempo per far comprendere a tutti  (o quasi) che uno spettacolo di una Drag Queen non è una pagliacciata ma bensì arte, dove dietro a quella parrucca e quel vestito tempestato di strass c'è l'impegno e la dedizione di una persona che fa di tutto per offrire il massimo.

8) Cosa deve assolutamente essere e fare una Drag Queen e cosa deve assolutamente evitare?

Come ho già ripetuto diverse volte una Drag deve essere gioia per gli occhi ma anche per la mente. Una Drag deve suscitare emozioni. Una Drag deve essere professionale quanto umile. Capita spesso di trovare soggetti poco professionali che hanno ancora parecchio da imparare. Ritengo che in questi casi bisognerebbe mettere da parte l'arroganza e l'egocentrismo (cose che non portano a nulla) e dare più spazio alla voglia di migliorarsi e mettersi in gioco.

9) Inizialmente il Miss Drag Queen Italia era l'unico concorso presente sulla piazza. Col tempo ne sono nati diversi. Pensi sia stato un bene oppure no?

Miss Drag Queen Italia rimane ad oggi il concorso più importante del settore. Tuttavia non mi sento di giudicare negativamente gli altri concorsi nati in questi anni perchè ritengo siano utili a sensibilizzare e far conoscere il mondo Drag.

10) Quali sono le tue Drag Queen preferite?


Non voglio fare nomi, ma per quanto mi riguarda le Drag migliori sono quelle che mi suscitano emozioni. E posso assicurarti che ce ne sono molte.
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lunedì 23 ottobre 2017

Regina Miami




Il percorso che ha portato alla nascita di Regina Miami non è stato semplice. Un carattere profondo ed introspettivo le hanno causato un'evoluzione travagliata ma che poi ha consentito alla Drag, originaria di Torino, di portare in scena una forma d'arte e di spettacolo di gran successo.

Perché benché lei si definisca "una cialtrona che vuole solo divertirsi", di trionfi e primati ne ha conservati, fino a divenire una vera e propria pietra miliare del settore. Alle spalle del suo personaggio vi è una tragicomica formazione nel mondo dell'animazione estiva, settore che da sempre viene riconosciuta come ottima palestra per coloro che vogliono poi entrare nel mondo dell'intrattenimento.

Cabaret, aerobica, ballo, vocalism, sigle, sono all'ordine del giorno per coloro che si formano in questi villaggi sparsi per la nostra penisola. E tutte queste cose sono rientrate nel gran personaggio che è Regina Miami, in un periodo in cui molte realtà LGBT non guardavano con simpatia verso questo fenomeno.

Ed invece furono proprio i proprietari di alcuni locali a volerla nel proprio cast artistico. Tutto ebbe inizio timidamente, sul finire degli anni '90, a seguito della prima esperienza maturata nei villaggi turistici. Dopo qualche difficoltà infatti, Regina riuscì a superare timori e insicurezze, percependo di essere davvero al proprio agio su un palco e dinnanzi ad un pubblico.

Il desiderio d'emergere cominciò a farsi sentire. Per questo nacque dapprima il progetto Pula Shaker. Regina Miami decise di indossare gli abiti Drag e per farlo decise di farsi affiancare da altre due sue colleghe, anche loro emergenti, con la voglia di inserirsi nel settore.

La compagine realizzata con Veronica e Beverly ebbe da subito grosse attenzioni. Partirono dal Centralino, noto locale gay di Torino, per poi esibirsi in diverse altre realtà. Persino La Stampa dedicò loro un articolo. Quando si sentirono pronte e mature, per raggiungere una certa autonomia creativa, decisero di sciogliere il gruppo.

Regina Miami si ritrovò ad esibirsi al Carmilla, all'Insomnia, al Frau e successivamente gli impegni lavorativi si moltiplicarono. La Drag girò per il Nord Italia portando i suoi show all'Hippopotamus di Parma, al Out Limits di Brescia, al Virgo di Genova, all'AREA di Montecatini, al Centralino al Vanity e al Jammin di Torino.

In questo periodo prolifico di sperimentazione, accadde quasi per caso il primo incontro col Mamamia di Torre Del Lago. Nonostante infatti vi fossero lì anche altri performer e Drag, gli organizzatori vollero dar fiducia a Regina.

Quando questa realtà decise di cambiare gestione e di voler divenire un villaggio vacanza, capirono che per poter far ciò, bisognava includerla nel progetto. Dal 2000 al 2012 Regina Miami è stata la Drag Queen di punta del Mamamia di Torre del Lago.

Con quest'importante realtà LGBT ha poi portato alla luce il Miss Drag Queen Italia, vero punto di riferimento del settore. Regina Miami ha infatti ideato questo importantissimo concorso.

Per questa ragione lei è diventata poi anche la Madrina Nazionale storica di questa competizione. All'interno di questo progetto la Drag Queen ha lanciato la prima sigla per disco LGBT in Italia.

 Il successo fu tale che le copie di un album di Marcella Bella, in cui vi erano il brano da lei interpretato ed utilizzato per aprire queste serate, fu d'improvviso fra i più venduti nei pressi della Feltrinelli di Firenze, a tal punto che per incentivare le vendite, la responsabile della libreria, decise di porre un cartello, nei pressi del cd in questione, con su scritto "contenente sigla Mamamia".  Da quel momento l'uso delle sigle è divenuta prassi consolidata.

Dal 2013 in poi entra a far parte delle serate Frau, realtà nascente del panorama toscano, divenuta da subito molto seguita fra le persone LGBT della regione. Gli anni passano ma Regina non perde il suo smalto e rimane un'artista seguitissima. 

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domenica 15 ottobre 2017

Valkyria TheQueen




Possono convivere eleganza e comicità?  Per Valkyria TheQueen la risposta è affermativa. Può accadere ciò quando per preparare il proprio personaggio, si studiano due forme tradizionali d'arte, che convivendo, danno vita a quest'incredibile connubio.

Prima di intraprendere questa forma d'intrattenimento infatti la Drag Queen studia teatro e danza, oltre ad apprendere la vecchia tecnica del cucito. Questo le consente di essere completa ed autosufficiente.

Oltre ad essere capace di passare dal comico all'emotivo, senza tralasciare mai la sua eleganza di partenza, Valkyria realizza le sue parrucche, i suoi outfit, trucco e tutto ciò che compone una Drag Queen.

Valkyria TheQueen nasce nel 2007. Da quel momento, grazie anche ad una fattiva collaborazione con ArciGay, comincia ad entrare nel mondo dell'intrattenimento LGBT e non. Dopo una gavetta durata circa cinque anni, sceglie di partecipare a Miss Drag Queen Umbria, presentando l'emblema del suo stile ovvero una bambola di pezza.

Con questo personaggio infatti da voce alla sua capacità interpretativa, al lavoro che ha concentrato sull'uso del suo corpo, restando però in una ferma e plastica immagine da manichino, dando dunque salda sicurezza alla tecnica fondamentale dell'essere Drag Queen ovvero playback e spettacolarità.

Nel 2012 vince Miss Drag Queen Umbria, avendo dunque accesso alla finale nazionale. Nello stesso anno è eletta Miss Drag Queen Italia.

Da quel momento aumentano i contatti. Con i suoi spettacoli riesce a girare per buona parte delle serate e dei locali italiani. L'anno scorso ha deciso di rimettersi in gioco. Partecipa e vince infatti la selezione umbra del Drag Factor.

La sua è ormai una presenza costante nell'ambiente LGBT e nel mondo delle Drag umbre e non solo. Vedremo fino a che punto porterà la versatilità del suo essere Drag.
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lunedì 9 ottobre 2017

Intervista alla vincitrice del Black&White IV Edizione (2017)




Domenica 30 luglio si è conclusa la finale del Black&White Drag Talent, concorso televisivo ideato da Lady Sasha, il primo dell'ambiente ad essere trasmesso in tv, in Italia. Ricordiamo che la finale si è svolta a Cercola, nel piazzale dei Platani. La vincitrice Eva Gold ha deciso di rilasciare un'intervista, a proposito del suo trionfo. Intanto vi ricordiamo che è aperto il bando d'iscrizione per la nuova edizione.

1) Ti aspettavi di vincere il Black&White?

In tutta onestà ci speravo. Ho fatto un buon percorso durante la trasmissione. Quando è giunto il momento della mia esibizione, nella finalissima in piazzale dei Platani, a Cercola,  ero rilassatissima, perché le mie ansie si erano consumate il giorno prima, sul palco del Gay Village, essendo io giunta anche quarta al Drag Factor Italia.  Eppure quando hanno fatto il mio nome ho provato comunque una grande emozione. Si tratta della prima corona della mia carriera. Potrà sembrare un vezzo ma per me è un simbolo rappresentativo dei miei piccoli traguardi. Ho fatto tanti concorsi in 8 anni e questa è stata la prima portata a casa e ha un valore affettivo per tante motivazioni.

2) Sei tornata sulle scene dopo due anni di pausa trascorsi in Spagna. Eva Gold è stata influenzata da questo periodo, in cui ha vissuto all'estero? Che differenza c'è fra la Eva Gold del passato e quella  attuale?

Sono tornata perché sentivo che avevo ancora molto da dare. Il mio percorso è stato un po' tortuoso in passato. Il periodo trascorso in Spagna mi ha concesso di aprire la mia mente a nuove cose, facendo esperienze di vario genere. Ma mancava sempre qualcosa, quel tocco di brio che quando mi esibivo riuscivo a provare . La Spagna mi ha dato la carica per tornare a fare ciò che amo, mi ha dato dei valori e delle percezioni diverse rispetto al passato, mi ha dato più carattere e più autostima.


3) Come descriveresti il tuo personaggio?

Il mio personaggio cerca un po' di distinguersi dalle masse. Non mi piace essere come tutte le altre. Mi piace interpretare delle storie nelle mie performance, qualcosa che abbia sempre un significato, un po' più complesso, con scelte musicali più azzardate e coreografie un po' più ammiccanti. Nel mantenere le distanze dal volgare, col tempo ho integrato in Eva sempre più aspetti da "bambolona".

4) Il Black&White si svolge in televisione. Questa sua caratteristica ha in qualche modo influenzato il tuo percorso?

Ovvio che si! E' stata la mia prima esperienza televisiva, soprattutto in queste vesti. Mi ha portato in un mondo a me nuovo e io amo tutto ciò che è nuovo. Mi ha dato la possibilità di essere vista da molte più persone, che magari non sapevano nemmeno esistessi, quindi allargando il mio pubblico. Ma soprattutto più di qualsiasi altra cosa, mi ha dato tante risate, l'unico concorso dove mi sono goduta ogni singola emozione, grazie ad una grande padrona di casa come Lady Sasha.

5)Sei partita anche a seguito di alcuni bocconi amari. Oggi sapresti consigliare ad una Drag il modo migliore per poter superare momenti negativi?

I bocconi amari servono, è inutile girarci intorno. A tutti serve un po' di sana delusione. Infatti solo in quel momento capisci cosa vuoi realmente da te stessa. Tutti abbiamo momenti negativi, sappiamo bene anche questo, ma è bellissimo dopo tante difficoltà riuscire a raggiungere un traguardo, guardarsi alle spalle e comprendere che ce l'hai fatta lo stesso, che il percorso è stato difficile ma intenso . Quindi il mio consiglio è di affrontare sempre i momenti negativi per poi godersi quelli positivi.

6) Progetti futuri?

Ho sempre tanti progetti futuri, sono una sognatrice. Qualcosa bolle in pentola , ma faccio un po' la Diva , perché non posso rivelare nulla.

7) Hai mosso i primi passi da giovanissima, nel mondo Drag. Tra l'altro sei entrata quasi da subito nel cast dei Freelovers, realtà LGBT napoletana che anni fa realizzava serate davvero spettacolari. Verso quale direzione si sta dirigendo l'essere Drag in Italia? In cosa lo hai trovato cambiato, rispetto ai tuoi inizi?

Con mio grande piacere ho notato che quest'anno l'essere Drag in Italia si è un po ridimensionato a quello che deve essere, una forma d'arte. Quando ho cominciato io, mi innamorai proprio di questo, l'arte di essere una Drag Queen, in cui ognuno segue la sua peculiarità. Per un periodo poi si è cominciato a dare maggior interesse al fattore materiale di una Drag ovvero a chi avesse la collana più  costosa, la parrucca più favolosa, offrendo spesso spettacoli a mio giudizio poveri di contenuto. Invece quest'anno si è dato spazio a tanta arte, tante emozioni e grandi performance.

8) Consigli per coloro che vorrebbero ottenere risultati simili

Un consiglio che do sempre è divertirsi prima di tutto. Nasciamo per divertire e gira tutto intorno a quello. Pochi attimi di pura felicità, i migliori per contrastare quelli negativi.
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sabato 7 ottobre 2017

Intervista alla vincitrice del Miss Drag Queen Umbria 2017


L'edizione 2017 del Miss Drag Queen Umbria è stata vinta da Saetta. Vediamo cosa ha dichiarato a proposito della sua vittoria.


1) Ti aspettavi di vincere Miss Drag Queen Umbria?

Si me lo aspettavo. Per carità di solito non sono superbo ne sono fiero di me. Tuttavia, così come accadde nel 2010, quando cioè ho vinto il titolo per la prima volta ed era tra l'altro la prima sera che mettevo il mio corpo nei panni Drag, c'era qualcosa in quella idea, nei vestiti che avevo creato, nello spettacolo che avevo curato in ogni dettaglio, dalla musica alla performance agli abiti tutto realizzato da me stessa, con tanto aiuto di collaboratrici validissime, che mi lasciava intuire il risultato.

Ovviamente se non avessi vinto non sarei rimasto delusa, perché sarei comunque stato fiera di me e del lavoro fatto. Considera che quest'anno c'è stato un errore! Era stata eletta per errore di calcoli una altra concorrente (poi rivelatasi quarta classificata). Io avevo comunque preso la notizia molto bene e con tranquillità ero rimasto a ballare sul palco e a fare foto con il pubblico. Alla fine poi è giunta la notizia.

2) Perché hai deciso di partecipare?

Ho deciso di partecipare perché il bello del fare la Drag Queen credo che risieda nel lavorare, nel costruire, nel pensare in grande. Un concorso ti da la possibilità di fare quelle cose che per serate qualsiasi non faresti, sia per mancanza di tempo, per budget da spendere ecc ... Quindi mi va ogni tanto di mettere tutta me stessa, ideare uno show, comporre mix musicale, ideare, cucire abitoi, parrucche, copricapi. Il bello è il periodo precedente al concorso, faticoso, ricco di bestemmie e ripensamenti. In quei giorni però cresce una Drag, perché mette in atto le proprie  capacità. Invece non accade se compra da altre per fare uno spettacolino scopiazzato.


3) Su cosa è stata incentrata la tua performance?

Per la mia performance mi sono ispirata ad uno show presentato a Las Palmas de Gran Canaria. Io l'ho modificato ed adattato al mio personaggio. Iniziava con un imponente figura religiosa, ispirata alla Madonna. D'un tratto avveniva un colpo di scena: dei ballerini uscivano dal velo laterale della gonna aprendo il vestito e facendomi uscire con un ulteriore cambio d'abito. Da qui partiva una coreografia, realizzata con altri ballerini. Per la finale nazionale invece ho voluto costruire uno show completo che partisse in maniera lenta e classica, con outfit elegante. Quindi ho introdotto l'utilizzo di un overboard, perché mi piace molto aggiungere elementi moderni e tecnologici.Infine ho concluso con una parte circense, in cui entravo totalmente in un pallone di lattice, con un vestito, per poi uscirne con un altro.

4) Consigli per chi vorrebbe ottenere risultati simili.

Bisogna essere se stesi. Non si deve dimenticare il fatto che siamo dei personaggi e che dunque copiare non è ne giusto ne da profitti. Bisogna ispirarsi per poi riadattare tutto a se stessi, apportando modifiche proprie che renda tutto coerente con la personalità della Drag. Bisogna essere sempre umili. Siamo famose finché siamo simpatiche e con i piedi per terra. Il pubblico è ciò che ci da la possibilità di esistere e se non si è umili è meglio non farlo. E' importante fare da se e dove non si sa, si impara. Vanno fatte tante prove.  Ha molto più valore una cosa semplice ma fatta  di mano propria che una cosa bellissima ma comprata.

5) I commenti più belli che hai ricevuto.

<<Se non vincevi tu facevo un macello!!!>> <<Speravo ci fossi è da tanto che non ti vedo e mi mancava vederti sul palco!>> <<Come diavolo hai fatto???>> << Io non ci sarei mai riuscito mentre tu lo hai fatto con una naturalezza tale da farlo sembrare facile>>  <<Sei avanti. Dovevi vincere te  Miss Drag Queen Italia.>> <<Io non ho parole.>>

6) A chi dedichi questa vittoria?

La dedico a Danilo. A quel Danilo che era timido ed ora grazie anche  a Saetta è cresciuto ed è un po' più spigliato e sicuro di se stesso.

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mercoledì 4 ottobre 2017

Intervista alla vincitrice del Miss Drag Queen Sicilia 2017




MirandaStick è la Drag che ha vinto il Miss Drag Queen Sicilia 2017. Anche lei ha deciso di scambiare qualche chiacchiera con noi del Drag Queen Magazine.

1) Ti aspettavi di vincere Miss Drag Queen Sicilia?

Sinceramente no. Considera che avevo già partecipato diverse volte in passato. Anche in quel caso l'obiettivo era ovviamente la vittoria ma purtroppo non sono arrivati i risultati sperati. Penso che in quel caso la colpa fosse della mia mancata esperienza.

2) Perché hai deciso di partecipare?

Perché penso che i concorsi siano un grande trampolino di lancio per le Drag Queen emergenti. Inoltre è un'esperienza in più che ti lascia sempre qualcosa . Anche per chi, come me, ha tentato più volte di conquistare il podio. Ora posso dire: mai arrendersi.

3) Su cosa è stata incentrata la tua performance?

Sul dolore che riesce a provocare un amore finito. Sullo struggente periodo, che un po' tutti quanti noi abbiamo provato nella vita, che si crea quando capisci di avere il cuore spezzato. Ecco. La mia performance era incentrata su questo: sul dolore.

4) Consigli per chi vorrebbe ottenere risultati simili.

Crederci sempre, arrendersi mai. Bisogna provare, provare e riprovare,inventare, ideare, stravolgere. ll consiglio principale che posso dare è quello di entrare nella mente della gente per stravolgerla profondamente con un'emozione, che sia positiva o negativa, non fa differenza.  L'importante è colpire l'animo della spettatore, facendolo ora ridere ed ora piangere.
5) I commenti più belli che hai ricevuto.

Il commento più bello è sicuramente stato quello di Miss Drag Queen Italia 2016 ovvero Mis Pingy: <<Sei stata spettacolare! Mi sono venuti i brividi! Provaci ancora, provaci sempre, perchè per te arriverà la vittoria">>.

6) A chi dedichi questa vittoria?

A me stesso ed a tutte quelle persone che mi hanno aiutato fortemente a creare la magia di questa mia performance.

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